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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
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ANNO 612 d.C.
( QUI riassunto del periodo ( longobardo ) dal 591 al 652 ) >

*** LA FINE DI BRUNILDE - CLOTARIO RE
*** IL MONACHESIMO IN QUESTO CRITICO PERIODO

*** BRUNILDE (534-613) figlia del re dei Visigoti di Spagna, che aveva sposato  Sigiberto re d'Austrasia nel 566, l'avevamo lasciata con l'intenzione di vendicare la sorella GASWINDA moglie di CHILPERICO, che l'aveva prima chiesta in sposa a suo padre ATANAGILDO, poi era ritornato alla sua vecchio amore FREDEGONDA, sbarazzandosi della moglie facendola strangolare e sposando l'amante 
Brunilde era una donna con una personalità esuberante, intelligente, autoritaria;  come avevamo visto in precedenza era stata anche l'artefice della conversione di suo marito SIGIBERTO al cattolicesimo, quando essa divenne una assidua corrispondente di Papa Gregorio; e fu ancora lei l'artefice delle credenziali date ad Agostino quando il monaco partì per evangelizzare l'Inghilterra.

Elargì doni alle diocesi, fece costruire numerose abbazie, ma essendo anche una buona ma anche autoritaria  amministratrice, dispose a suo piacimento le sedi episcopali, nominò o indicò i vescovi a lei graditi, e cacciò perfino dal monastero di Luxeuil l'Abate COLOMBANO che si era rifiutato di obbedire ai suoi ordini. 
Insomma dimostrò le capacità di essere una grande monarca facendo buona guardia al potere spirituale (questo era del resto una esortazione di Gregorio) e altrettanto in quello politico, molta attenta alla aristocrazia insoddisfatta che aveva attorno. In conclusione alcuni nobili  e il clero nel lungo periodo che governò gli dovevano moltissimo; inoltre in qualche modo anche facendosi odiare da tanti riuscì a tenere unito il regno in un momento cruciale per le sue sorti.

L'ex genero CHILPERICO re dell'Austrasia non le era mai andato a genio prima, figuriamoci quando fece uccidere la sorella. Ne aveva anche i motivi, Chilperico doveva essere un tiranno. Gregorio di Tours  lo aveva soprannominato il Nerone e l'Erode dei suoi tempi; non era insomma un uomo pacifico, ma un sanguinario e crudele monarca, credente ma superstizioso fino all' eccesso. In fondo ai suoi editti faceva mettere la frase "Chiunque non eseguirà l'ordine gli verranno cavati gli occhi", e di cechi a Tournai negli anni del suo regno ne giravano parecchi. 
Aveva giurato con i suoi fratelli che non sarebbe mai entrato a Parigi per impossessarsi del loro regno, ma un giorno rompendo ogni giuramento e dicendo ai suoi soldati che Dio lo aveva chiamato per portare la pace agli oppressi parigini; poi  per convincerli meglio a seguirlo fece mettere ossa di presunti santi cucite nelle bandiere, e con queste in testa sferrò l'attacco a Parigi. Oltre che le ossa delle bandiere, ci lasciarono le ossa anche i suoi soldati. Ma lui si salvò.

Brunilde convinse il marito ad attaccarlo e questi si decise sferrando un attacco a Chilperico, che dovette fuggire e riparare a Tournai, ma mentre Sigiberto stava cantando vittoria fu assassinato da due sicari.
La situazione era ora che la lotta sarebbe stata fra BRUNILDE e CHILPERICO per stroncarsi a vicenda. Chilperico oltre l'odio personale verso Brunechilde, aveva gli stessi sentimenti per la Chiesa per i grandi possedimenti che stava accumulando favorita da Brunilde;  iniziò così a dire a tutti i nobili "che le loro ricchezze in breve tempo sarebbero passate tutte sotto la Chiesa e che bisognava quindi ribellarsi, passare sotto la sua protezione. L'invito ebbe ascolto, visto che vediamo quasi tutta l'aristocrazia e i proprietari terrieri coalizzarsi e schierarsi con Chilperico, contro Brunechilde. 
Fecero venire da Costantinopoli pure GUNDOBADO, che però fece subito una brutta fine, in uno scontro un conte fedele a Brunilde dopo averlo catturato gli fracassò il cranio con una pietra; un altro conte, URSIO, Brunilde lo fece assediare nel suo poderoso castello di Woevre, poi gli diedero fuoco e lo fecero perire fra le fiamme; un altro BERTEFRIDO per fuggire alla cattura tentò di rifugiarsi nella cappella del vescovo Agerico, gli assedianti salirono sul tetto lo divelsero e lo uccisero con le tegole.

Brunilde si sbarazzò così dei capi ribelli dell'aristocrazia, tornando a governare con il pugno di ferro. Si prese anche la soddisfazione di vedere morire l'odiata Fredegonda e lo stesso Chilperico (584).  Insomma i nobili usciti perdenti  dovettero uniformarsi alle sue leggi; Brunilde poteva ritenersi soddisfatta. Ed uscì indenne da tanti altri eventi. Fino ad arrivare quest'anno alla bella età di  79 anni, sempre tanto ambiziosa e autoritaria.

Ma quest'anno il nipote TEODORICO II (che grazie a lei era diventato re d'Austrasia) che doveva ereditare anche il regno della Borgundia che lei reggeva, morì; Brunilde invece di spartire il regno come era consuetudine fra i merovingi, fece incoronare un altro suo nipote, SIGEBERTO II  di 12 anni,  nella speranza  come aveva fatto con Teodorico II, di regnare a suo nome, quindi di fatto diventare regina di due regni unificati.
Ma sia la nobiltà che il clero austrasico a distanza di molti anni si ribellò di nuovo, peggio di prima, ma questa volta guidati da ARNOLFO vescovo di Metz e da PIPINO di Landen "maggiordomo" (maestro di palazzo- futuro fondatore della dinastia dei CAROLINGI).
Messa insieme un forte esercito, sferrarono l'attacco, ma non in una battaglia campale, ma determinati a uccidere  Brunilde,  che vista la situazione per proteggersi meglio andò a rifugiarsi sul lago di Neuchatel. 
Ma il castigo arrivò anche lì: travolsero ogni difesa, 
Brunilde fu poi catturata torturata per tre giorni, posta su un cammello in segno di scherno, quindi legata alla coda di un cavallo e trascinata a morte in una corsa selvaggia. Contemporaneamente a morte anche tutti i suoi discendenti, nipoti e pronipoti; della stirpe di Brunilde non rimase nessuno. 
I due regni che lei ambiva vennero sì uniti ma affidati a CLOTARIO II, proprio al figlio dell'odiata Fredegonda e di Chilperico, che così divenne unico re dei Franchi dopo l'estinzione di tutti i discendenti di Sigiberto I.



***  ITALIA - Un' orda di Avari penetrano in Italia invadendo, razziando e distruggendo il ducato longobardo del Friuli, fra gli uccisi lo stesso Duca GISULFO. Gli invasori si insediano nella capitale Cividale. I figli del duca riescono a mettersi in salvo fuggendo.

*** MONASTERO DI SAN GALLO -  Nella attuale Svizzera viene fondato quest'anno dal monaco irlandese GALLO. Oggi San Gallo è capoluogo del cantone omonimo e la più importante città della Svizzera orientale situata in una stretta valle prealpina, formata da un pittoresco antico nucleo (il cui inizio è anch'esso di quest'anno)  addossato all'abbazia.

*** MONACHESIMO - In Francia in questi anni si registra una fiorente diffusione del monachesimo e dei monasteri. Queste particolari costruzioni iniziate da Pacomio, erano poi comparse in Italia con san Benedetto, ma è poi in Francia che si assiste a una diffusione su tutto il territorio. San Gallo è uno di questi ma se ci soffermiamo su una cartina delle abbazie che si trovano in Francia (e San Gallo allora era Francia) restiamo stupefatti dal numero delle località dove questi sorgono.

 Le origini di questa estensione fu inizialmente dovuta innanzitutto a MARTINO di Tours nel 372, poi proseguì con molti altri,  fino a diventare una vero e proprio impero, con grandi proprietà annesse che venivano date in donazione in punto di morte o per aver ricevute delle intercessioni con i potenti quando si verificavano delle dispute di carattere politico o liti dinastiche. Brunilde che abbiamo citata sopra, di abbazie nel corso del suo lungo regno ne fece costruire più di una. Quella di San Gallo verosimilmente dovrebbe essere una delle ultime, visto che Brunilde manteneva ottimi rapporti con il monaco Gallo, che proveniva dall'Irlanda ed era stato in contatto con Agostino, il primo vescovo in Inghilterra, che proprio Brunilde aveva aiutato nell'imparare la ostica lingua e a sbarcarci. Ed era Gallo, anche compagno di Colombano il Giovane (che era irlandese, emigrò in Francia, fondò le abbazie di Annegray, di Luxeuil, di Fontanay, poi nel 610 si trasferì in Italia, e fra due anni, nel 614 fonda il celebre monastero di Bobbio); in Francia rimase Gallo il continuatore dell'opera di evangelizzazione degli Alemanni, fondando nel cuore del loro territorio l'omonimo monastero che abbiamo citato sopra.

Le caratteristiche del monachesimo benedettino che abbiamo già avuto modo di trattare nei precedenti anni, era molto consono allo spirito ed al carattere delle popolazioni franco-germaniche. Soprattutto le regole benedettine soppiantarono tutte le altre; abbiamo già ricordato che lo stesso CARLOMAGNO affermò se fosse mai esistita qualche altra regola prima dei benedettini, e cercò proprio con i monaci di questi monasteri a poco a poco di utilizzarli metodicamente per il lavoro e l'istruzione nel suo impero.

 Fu proprio questa miriade di monasteri che parteciparono e contribuirono alla nascita del periodo culturale carolingio,  che per tre secoli dominò tutto il monachesimo occidentale, e che per altri nove secoli continuò ad essere la norma della vita monastica della chiesa latina.

Il monachesimo era nato con una importazione tutta orientale e fino all'epoca di Benedetto recò sempre l'insegna della sua origine. Ma fu proprio Benedetto a modificare profondamente il monachesimo europeo con le idee legate alle esigenze occidentali; eliminò certi incongruenti elementi orientali -l'ascesi pura, l'eremitismo- adattandoli alle condizioni occidentali (non soltanto preghiera e meditazione ma anche lavoro -ora et labora- nell'ambito dei bisogni del monastero) e in modo particolare alle condizioni gallo-germaniche. Un po' meno in Italia nonostante Benedetto prima (529 con Montecassino) e Colombano dopo (614 con Bobbio).

Ci furono anche degli abusi, chiunque prima di Gregorio poteva diventare un eremita, fondare il suo monastero, riempirlo di impostori e ciarlatani, fingendo false pratiche religiose, ingannando gli ingenui,  vivendo di elemosine ricevute grazie alle loro ciarlatanerie.
 Il fenomeno doveva essere molto diffuso perché intervennero i vescovi (soprattutto Gregorio Magno) con una raccolta di leggi ecclesiastiche e civili che ridussero la spontaneità del sistema, facendolo diventare una istituzione sotto la tutela della Chiesa, con non poche polemiche fra i falsi ma anche fra i veri monaci che non volevano una gerarchizzazione, ma che alla lunga (quelli veramente seri) si trovarono a dover accettare  se volevano la sopravvivenza di queste istituzioni dentro le quali  in molti casi l'aspetto religiosi era -raggirando la gente- solo di facciata.
 
Questa nuova impostazione in breve assunta come modello fondamentale di organizzazione del monachesimo ebbe molta influenza  anche all'esterno delle istituzioni monastiche; e ben presto proprio da questi monasteri  uscirono le alte autorità della chiesa;  abbiamo già visto Gregorio, poi Agostino, Leandro, Gregorio di Tours e molti altri che definirono le politiche ecclesiastiche in tutto il restante medioevo. E non solo religiose ma anche sociali; prima i monaci non potevano possedere nulla, ma con la nuova impostazione iniziarono a disporre di proprietà, di fabbricati, di terre e perfino alle loro dipendenze coloni per lavorarle. Organizzazione che presto divenne la base per la fondazione di altri monasteri, anche non benedettini. 
Fu abbastanza singolare, che prima lo stato monacale rifiutava la vita di gruppo, poi furono proprio i nuovi monaci a fondare le prime consistenti comunità.

Ci furono anche dei fanatici e dei violenti che di volta in volta troveremo, ma l'alto livello culturale raggiunto da queste comunità ispirarono una nuova cultura, con altissimi ideali. Che poi in alcuni casi tali ideali non siano stati raggiunti da certi soggetti, oppure questi opponendosi non hanno contribuito a farli realizzare, non ci possiamo permettere di dire che queste comunità fallirono; nessuno dopo aver percorso tutto il cammino del monachesimo e conosciuta a fondo la profondità del loro pensiero  non può non riconoscere a quei monaci la funzione di civilizzatori, educatori, studiosi, e in molti casi anche uomini di scienza. Non senza forti opposizioni anche all'interno di quella Chiesa ostinatamente conservatrice.
 
 Qualsiasi comunità umana è sempre sensibile a chi, con l'esempio e la sua umiltà comunica ai distratti viaggiatori del mondo terreno messaggi  profondi che raggiungono la coscienza degli uomini  dotati di intelletto che devono anche vivere  in una comunità complessa come quella umana.
Non ci si poteva di certo aspettare in questo periodo (parliamo dei prossimi 400 anni) dai rozzi imperatori, re e duchi,  qualcosa simile allo stato monacale; nemmeno lontanamente avevano coscienza di come erano fatti gli uomini.

SAN GALLO è oggi come abbiamo detto una ridente cittadina, ma conserva ancora intatto il suo monastero che divenne uno dei maggiori centri di diffusione della cultura tedesca e europea; che prosperò anche come sede di mercati. Questa autorità monastica venne meno nel 1524, quando abbracciò la Riforma. 
Più tardi, nel 1650 San Gallo si sviluppò grazie alla industria tessile che divenne famosa in tutto il mondo. 
Fu solo nel 1803 con Napoleone che San Gallo entrò a far parte della Confederazione Svizzera.
Chi visita le sua mura, troverà dentro queste una delle più importanti biblioteche del mondo, 100.000 volumi di cui 1700 incunaboli e 2000 manoscritti dell' epoca di cui stiamo parlando. Notevoli e famose le miniature di scuola carolingia e ottoniana. 
Fra le altre cose, anche il museo dedicato ai famosi merletti del Rinascimento, noto come "Pizzo San Gallo".

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