HOME PAGE
CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICi
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 614 d.C.
( QUI riassunto del periodo ( longobardo ) dal 591 al 652 ) >

*** ASSASSINIO DI GUNDOALDO
*** FRANCIA: EDITTO DI CLOTARIO
*** GERUSALEMME: ECCIDI
*** SLAVI E FUTURA "IUGOSLAVIA" 
*** SAN COLOMBANO

*** ITALIA - Nascono le prime complicazione e le prime potenziali ostilità del Regno di Bavaria con i Longobardi; in particolare con il ducato di Trento.
Gariboldo, aveva dato in sposa Teodolinda a re Utari (poi andata in sposa all'attuale re Agilulfo); dato in sposa a Evino duca di Trento un'altra figlia; e contemporaneamente suo figlio Gundoaldo era stato creato da Re Autari duca di Asti. Due unioni matrimoniali e un "regalo" che sembravano aver reso possibile una pacifica convivenza fra il Trentino longobardo e l'Alto Adige bavarese (con il confine "virtuale" fra figlia e padre, alias genero e suocero, posto Salorno).

Gundoaldo ad Asti era diventato molto popolare, più amato dello stesso re Agilulfo. Forse proprio per questo -si racconta per invidia- venne ucciso quest'anno a tradimento.
Non dimentichiamo che Teodolinda era sua sorella; che è anche cognata di Evino di Trento.
Alto Adige e Trentino iniziano ad essere in attrito. Ma il bello deve ancora avvenire.
 
*** FRANCIA - Con il cosiddetto "Editto di Clotario" (quasi imposto da una assemblea di nobili e vescovi - del resto sono stati loro a metterlo sul trono dopo la orribile morte di Brunilde) il nuovo re dei Franchi concede grandi poteri alla nobiltà terriera ed ecclesiastica, nelle cui mani passa di fatto il potere politico e l'amministrazione.
Soprattutto in Austrasia e in Borgogna, dove nobili e clero, creano una amministrazione separata dalla Neustria e quindi dal  potere regio.
Nominano formalmente un re, ma il potere di fatto viene affidato a uno di loro, a un "maestro di palazzo"  o "maggiordomo". E' questo rappresentante di una aristocrazia individualista ad occuparsi d'ora in poi dei beni del regno e di ogni intervento amministrativo sul territorio.
Ma saranno i suoi referenti aristocratici a crearsi con mille tresche i propri territori.
E' la prima embrionale forma di FEUDALESIMO franco; le proprietà inizialmente sono date per certi meriti, poi saranno trasmessi per via ereditaria dando origine alla trasmissione del titolo e dei  beni anche ai discendenti che non avevano nessun merito, e qualche volta anche agli stupidi e inetti eredi.
E' anche  l'inizio della costruzione dei numerosi e monumentali CASTELLI, non più come quelli romani destinati a guardia di ponti, strade e confini, ma a servire da rifugio per il nobile al potere e per le popolazioni rurali in caso di aggressioni o scorrerie; nello stesso tempo sono centri amministrativi di aree circostanti. All'inizio ridotti e situati in posizione elevata e isolata, poi anche in pianura molto ampi con cinta muraria spesso multipla.

*** GERUSALEMME - I Persiani conquistano la città, che viene devasta e incendiata. L'impero bizantino di Eraclio è sempre in gravi difficoltà.
L'impero Sasanide Persiano di Cosroe, dopo le prime offensive dello scorso anno, ha sferrato il suo decisivo attacco. Da Cesarea avanzando lungo la costa libanese e palestinese i Persiani giungono davanti a Gerusalemme nel mese di Aprile. La violenza dello scontro fu inaudita, i soldati persiani con torri e arieti dopo 21 giorni di ostinato assedio demolirono le poderose mura difensive bizantine ed entrarono nella città Santa. 
Un notevole appoggio fu dato dagli Ebrei. Poi per sfogare l'odio nei confronti dei detestati oppressori bizantini (alias cristiani ortoddossi o ariani che fossero) si sentirono quasi in diritto per compiere una carneficina.
Le cronache parlano che i morti furono 57.000, i prigionieri 35.000. Le chiese bizantino-cristiane-ariane, furono incendiate e distrutte, e nello stesso Santo Sepolcro fu asportata la croce che vi si custodiva e inviata nella capitale persiana Ctesifonte. Si salvò -così narra la tradizione- solo la santa spugna e la santa lancia.

Una volta entrato a Gerusalemme re COSROE si mostrò però conciliante con i Bizantini e fece un gran voltafaccia con gli Ebrei che erano già in festa; li bandì anche lui dal territorio e a loro spese fece ricostruire le chiese che avevano distrutte .
Sembrava tutto finito. Con i Persiani  nuovi padroni del territorio per i Bizantini fu una disfatta non facile da digerire; se poi consideriamo che Gerusalemme era il simbolo dell'impero cristiano sia occidentale che orientale, la situazione fu ancora più critica anche per motivi religiosi.
 
Eraclio pur in difficoltà si impegna a fondo per salvare il salvabile e per non essere attaccato a Costantinopoli, dove l'esercito imperiale è già  impegnato a guardarsi a nord dagli Slavi che scendono in questo periodo dalla attuale Iugoslavia approfittando delle difficoltà che ha Bisanzio a est e a sud con i Persiani, sempre più decisi a conquistare Costantinopoli..
COSROE di pace con Eraclio non ne vuole sentire nemmeno parlare. Così in questo conflitto entrambi restano sul piede di guerra, ignorando che poco lontano il Khan degli Avari con 300.000 guerriglieri sta aspettando che Persiani e Bizantini si scannino a vicenda, per poi con meno difficoltà invadere il territorio persiano e il bizantino,

*** NASCITA DELLA JUGOSLAVIA - Gli Slavi che occupano quest'anno quasi tutto il territorio balcanico danno innanzitutto nome al Paese come pure il nome a molte città che sono quelle che oggi vediamo sulle cartine. Singidum diventa Belgrado, Viminacium  Kostolac, Naissus  Nis, Sardica  Sofia etc . 
E' il momento in cui il territorio cessa di essere nell'orbita politica culturale di Bisanzio. Con alterne vicende fino al dominio turco dal 1389 al 1882
vedi
NASCITA DELLA SERBIA- BULGARIA - ALBANIA- ANNO 1195  

Il primo popolo storicamente presente sul territorio balcanico è quello degli ILLIRI, che si sarebbero stabiliti intorno al 1200 a.C. nella zona che andava dall'odierna Albania alla Slovenia. Nel 600 a.C. giunsero a darsi un governo monarchico forse influenzati dai vicini greci; e come i greci cominciarono a frequentare la costa adriatica fondandovi colonie e città soprattutto portuali che in molti casi servirono (agli Illiri come ai Greci) di appoggio per gli sbarchi in Puglia, Calabria, Sicilia.
 Nel 148 a.C. la Macedonia diventa provincia romana, nel 33 a.C. tutta l' Illiria è nella sfera di Roma che la divide in Province di Macedonia, Mesia (un pezzo di Romania di oggi), Illiria, (tutta quella che si affaccia all'Adriatico), Pannonia (Odierna Alta Croazia e un pezzo di Ungheria e di Austria fino a Vienna), Norico e Rezia (odierna Austria occidentale). 
Durante l'impero gli interi paesi Balcanici furono per i Romani una preziosa riserva di soldati, e prima della caduta dell'Impero, utilizzarono anche quelli provenienti da Est, le cosiddette invasioni barbariche dei cavalieri delle steppe, come Attila etc.
Nei Paesi balcanici vi nacquero anche sei imperatori romani; Claudio, Aureliano, Probo, Caro, Massimiano e Diocleziano. 
Venne poi Costantino: nel 338 (vedi rispettivo anno) iniziò a creare il "grande pasticcio" della divisione dell'impero; poi nel 395 TEODOSIO (leggi anni 392-395) per motivi dinastici 
divise l'attuale territorio in due parti. Confine: il fiume Drina a est di Belgrado che da questo momento si chiamerà tutta Dalmazia.
 La parte a sud di Belgrado è sotto l'influenza bizantina. La parte nord sotto l'influenza dell'impero d'occidente. 
Nel 397 arrivano le orde di Visigoti, nel 450 giungono gli Unni, e subito dopo gli Ostrogoti di Odoacre nel 476 che provocano la caduta dell'impero Romano, abbiamo nuovamente l'unificazione dell'Impero; ma sempre diviso arbitrariamente dagli Ostrogoti di Teodorico, il ribelle rappresentante in Italia di Bizanzio.
 Su, nell'estremo nord stanziano i Longobardi prima di abbandonare il territorio con Alboino nel 568 per scendere in Italia. Quarant'anni di anarchia longobarda sulla penisola con i Bizantini non solo in difficoltà in Italia, ma nelle stesse province bizantine d'oriente, e addirittura in questo 614 con la stessa Costantinopoli assediata dai Persiani a sud e a est, e dagli Slavi a nord.
Già al tempo di Giustiniano (lui che era Illiro) alcune tribù  di Slavi gli avevano procurato molti fastidi; dei grossi problemi, che cercava sempre di risolvere non con le armi (perché li temeva) ma sborsando oro a profusione. Comunque cercò di contenere la loro espansione. Ma morto lui (565) i suoi successori non furono in grado di arrestarla nè politicamente (perché inetti) né con le armi, perché quasi non esisteva più un vero e proprio esercito, nemmeno in grado di difendere le province vicine e la stessa Costantinopoli. Messi male insomma.

Siamo arrivati a questo 614, quando le frontiere poste a Est dei paesi balcanici sono indifese quindi con le porte aperte a tutti. Ne approfittano gli Slavi; ma questa volta sono tante le tribù provenienti da quel territorio posto fra la Russia Bianca e l'Ucraina. Un popolo ancora dalle origini incerte ma che comunque sempre dalle grandi steppe asiatiche provenivano e che forse a causa di una grande carestia fu costretto in massa a muoversi in due direzioni. 
Le tribù che salgono verso nord creeranno in seguito quasi la intera popolazione Russa, mentre quelli diretti a est scavalcando i Carpazi, dalle pianure Ungheresi arrivano sul Danubio, lo  attraversano alle Porte di Ferro e scendono sulla romana Singidunum che ribattezzano Belgrado, poi dilagano su un territorio deserto di popolazione, decimata da pestilenze, carestie e soprattutto dalle guerre e dalle razzie; vi si stabiliscono e in pochi anni dilagano sull'intera zona dalmata. Non se ne andranno più via!
A creare nel 623 questa grande unione delle tribù slave (principati ceco-moravi e della Pannonia) non fu però un capo slavo, ma un energico condottiero franco, SAMO. 

Solo la popolazioni della odierna SLOVENIA seguiterà a ribellarsi agli Slavi, fin quando entrati nella sfera dell'impero carolingio il territorio divenne vassallo dei franco-germanici. Quando poi nel 1300 succedettero gli Asburgo, gli sloveni seguirono la loro stessa sorte fino al 1918.

Quelli della Odierna CROAZIA invece dopo altrettante ribellioni con gli Slavi, confluirono infine nell'XII secolo nel regno Ungherese che durò anche questo fino al 1918.

La Dalmazia propriamente detta (parte dell' ex Illiria Romana), quella fascia che lambisce l'intero Adriatico (oltre le sue 850 isole), era terra agognata da Venezia per la sua vocazione a dominatrice del mare Adriatico; gli era estremamente importante per i porti lungo la costa ma anche per difendere la navigazione delle sue navi dalla diffusa pirateria praticata dagli ultimi Illiri con le loro basi nell'odierna Albania. Ma insistendo insistendo il Doge Orseolo nel 1004 fu incoronato "Re Dalmaticum" dopo una guerra vittoriosa contro i pirati dalmati (illirici-albanesi) che assalivano e depredavano le navi della Serenissima.  
Prima contesa (V sec.) tra gli Ostrogoti e Bisanzio, stabilitisi gli Slavi in questo periodo, fu divisa tra i regni di Croazia e di Serbia che a loro volta la contesero all'Ungheria e a Venezia, ma fu quest'ultima
ad affermare la sua supremazia su tutto il Mare Adriatico quasi fino in Grecia; territorio che a partire dal 1409 rimase sotto il dominio veneziano sino alla parentesi napoleonica (1797-1814); poi parte dell'impero austroungarico dal 1814, infine in base al Trattato di Rapallo (1920) passò alla Iugoslavia tranne alcune isole.

L'ABATE COLOMBANO 
E' un altro personaggio straordinario. Dopo una giovinezza mondana nella sua casata di O'Donnell, Colombano- aveva abbandonato  le ricchezze e si era ritirato nel monastero di san Corngall vicino all'attuale Belfast. Ma l'abate non era solo un asceta ma anche un uomo d' azione; in Scozia aveva raggiunto una certa notorietà come fondatore di scuole monastiche a Derry, Durrowe Kells.
 
Grande studioso, con i suoi compagni compie numerosi viaggi sull'Isola per diffondervi il vangelo. Non dimentichiamo che c'era Agostino appoggiato del re Etelberto e della regina (di stirpe franca) che gli avevano messo a disposizione il palazzo di Canterbury per fondarvi il suo primo vescovado.
A circa 50 anni non si sa per quale motivo, Colombano si mise in viaggio verso la Francia dove regnava una autoritaria BRUNILDE. Con lei Colombano ebbe molti contrasti sul modo di fare le istituzioni monastiche, che sfociarono in una vero e proprio conflitto che si risolse con l'espulsione dell'abate dalla Francia. Dopo un apostolato itinerante in Alsazia e nella attuale Svizzera, si separò dal suo confratello Gallo e a Bregenz Colombano fondò una sua abbazia.
 
Ma dopo qualche anno abbandona anche questa e proprio nel 612, mentre (San) Gallo va a fondare la sua omonima abbazia, Colombano attraversate le Alpi lo troviamo in Lombardia a Milano dove conosce la pia TEODOLINDA.  Con la sua intercessione si fa concedere dal marito Agilulfo un terreno su una zona abbandonata degli Appennini, alla confluenza del Torrente Bobbio nel Trebbia, dove inizia a costruire quest' anno  l'omonima abbazia benedettina; tutt' ora, una delle più importanti in Italia. 
Un monastero che diventerà un importante centro intellettuale e spirituale, una cittadella del cattolicesimo con l'importante contributo paradossalmente concesso dagli ariani longobardi.
Qui Colombano scrisse le due famose regole dei Benedettini, la "Regola" e il "Penitenziale" che sono ispirati all'aspra austerità del monachesimo irlandese e che divenne in seguito la regola comune a tutti i monasteri che da allora si fondarono. Colombano morì nel 615 a Piacenza.

Si è a conoscenza che il monastero conteneva fino al 1300 numerosi testi antichi e manoscritti pari a quelli rinvenuti a San Gallo, ma mentre questo conservò nei secoli tutto il suo patrimonio, quello di Bobbio fu disperso dalle varie spoliazioni dei papi e dalle razzie fatte dai condottieri per  arricchire le proprie biblioteche o quelle del loro paese. Non rimase quasi più nulla. 
Le razzie nelle abbazie furono a migliaia, soprattutto quando ci furono quelle bonapartiste con la spoliazione dei beni ecclesiastici. Oggi quasi tutti i musei e le biblioteche di alcune nazioni sono costituiti da queste ruberie fatte in Italia a tappeto. Poi come se non bastasse, a tappeto ci furono anche i bombardamenti con la distruzione  totale di alcuni monasteri fino alle fondamenta; uno dei tanti, quello di Montecassino, considerato uno dei più grandi monasteri del mondo, fondato proprio dal principe del monachesimo, SAN BENEDETTO.

CONTINUA ANNO 615 >