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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICi
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 679 d.C.

(Vedi QUI i periodi dei
"RIASSUNTI DELLA STORIA D'ITALIA")

*** LA GUERRA DI ALACHI NEL TRENTINO A. ADIGE
*** FRANCIA: COMPARE
PIPINO di HERISTAL


*** ITALIA - Recuperato il trono BERTARIDO nel 671, con al suo fianco il figlio Cuniberto, era tornato a imporre la sua politica, piuttosto conciliatrice con i bizantini e con la chiesa romana. Ma anche con molti duchi che gli erano ostili e fin da quando aveva ereditato il trono da suo padre Ariberto I, avevano appoggiato nel 662 Grimoaldo per sottrargli il trono. Morto quest'ultimo nel 671, per una oscura ferita di caccia e salito al trono il figlio infante Garibaldo, Bertarido era tornato in Italia lo aveva spodestato recuperando regno e trono. Dopo sette anni di regno, in questo 679, associa al regno il figlio Cuniberto, fino alla morte avvenuta nel 688.

In questo stesso 679 entrambi devono accorrere il Alto Adige. 

PRIMA OFFENSIVA DELL' ALTO ADIGE -
 Dal tempo di Alboino, nelle dispute territoriali su tutto il territorio italiano, non si è più parlato dei territori della zona di Bolzano e di Trento che  facevano prima parte dell'Impero Romano con il nome di Tridentum (in pratica tutta la Val d'Adige, da Verona fino ai passi alpini di Resia e Brennero).
Alla caduta dell'impero Romano, un duca Bavarese, sconfinando e piuttosto indisturbato si era impossessato dell'attuale Alto Adige, ma non era sceso oltre Salorno, e aveva appena lambito le terre trentine. Conte della Bavaria era allora Gariboldo. 
Poi nel 568 c'era stata l'invasione longobarda; un capo tribù  da Verona si era spinto fino a questa contrada, fermandosi a Trento, e qui aveva costituito il suo ducato. Ma nel 589 con qualche mira ad andare oltre Salorno tentò di annettersi  anche l'Alto Adige del conte di Bavarese che da anni, valle dopo valle, indisturbatamente si era annesso.
(VEDI QUI L'ORIGINE DELLA BAVARIA - ANNO 189)

Per evitare una guerra e anche per stipulare una alleanza, Gariboldo (di religione cattolica) aveva dato in sposa sua figlia Teodolinda al re longobardo Autari, e un'altra figlia al Duca di Trento. In un modo o nell'altro con questo matrimonio sia il Trentino che il Bolzanino veniva a trovarsi sotto l'influenza della stessa dinastia Bavarese. Una potenziale eredità a doppio senso.
Inoltre Autari a un altro figlio di Garibaldo gli aveva assegnato il ducato di Asti.
Il grado di parentela che ebbe inizio con queste due famiglie entrambe d'oltralpe, misero in minoranza la popolazione che al tempo dei romani si era insediata su questi territori. (vedi 610).
In questi anni -è passato quasi un secolo, quindi circa 4 generazioni- lo stanziamento di gente bavarese era avvenuta in modo massiccio modificando l'etnia sul territorio bolzanino, e altrettanto era avvenuto in quello Trentino con lo stanziamento di Longobardi.

La prima famiglia governava su Bolzano, la seconda su Trento. La prima favoriva  gli insediamenti di bavaresi, che popoleranno e germanizzeranno in questi cento anni tutto il Tirolo del Sud; l'altra essendo longobarda favoriva insediamenti di gente che proveniva da sud di Trento, cioè dalla pianura padana, quasi tutta in mano longobarda, e con le stesse tradizioni culturali e la stessa religione ariana che era poi quella ariana..

Quella Bolzanina-Bavarese era rimasta molto legata ai duchi e re di Pavia, Milano-Monza dove dominò per anni Teodolinda, figlie e sorelle che, essendo tutti cattoliche praticanti, avevano continuato a cristianizzare i loro territori oltre che influenzare i rispettivi mariti ariani.
Non così nel Trentino, che pur avendo il capostipite del ducato sposato una cattolica bavarese aveva continuato se non proprio a favorire a non ostacolare l'arianesimo.
Insomma nella Valle dell'Adige scorreva quasi lo stesso fiume come parentela, ma la corrente religiosa era diversa.

Quella Bolzanina era ormai tutta cattolica, quella Trentina invece ariana, poco tollerante con i cattolici, questo anche per l'ambigua disputa dei patriarchi Grado-Aquileia che seguitarono a convivere quasi nella stessa giurisdizione, che allora arrivava fino a Como. Diciamo che gli abitanti del Friuli e della Valle Padana si barcamenarono fra una e l'altra religione voluta dal re o dal duca di turno più o meno tolleranti e più o meno repressivi, secondo i periodi e i re che salivano sul trono. Fra quelli repressivi nei confronti dei cattolici, ALACHI era uno di questi.

Nel Tirolo invece l'indirizzo religioso fu unico e con una certa continuità, che aveva anche creato una più intensa partecipazione interiore alla vita religiosa, che ancora oggi troviamo presente.

Quest'anno ALACHI l'attuale duca di Trento cercò di andare oltre Salorno, e il Conte di Bolzano dovette affrontarlo con le armi. ALACHI  fu sconfitto, e non solo non riuscì ad andare oltre la gola di Salorno, ma i bavaresi che avevano chiesto aiuto a Re Bertarido, questi (che è poi un diretto discendente dei bavaresi) lo assedia da sud, risalendo la Vallagarina.
ALACHI  si fortifica a Trento si difende bene, e addirittura porta via un pezzo di territorio al duca bolzanino, ma poi non ha scampo ed è costretto ad arrendersi.
Riceve perfino il perdono da Bertarido, e ascoltando il suggerimento di suo figlio Cuniberto gli concede anche il ducato di Brescia, che però il duca trentino ripagherà con molta ingratitudine questa intercessione appena morto suo padre.

FRANCIA

*** IN FRANCIA la disputa fra nobili e il sovrano nominato dal popolo non piace e quindi ancora una volta, e sempre a una partita di caccia, resta ucciso l'ultimo re che avevamo lasciato sul trono, DAGOBERTO II che era ritornato dal monastero su invito della folla dell'Austrasia unitasi a quella della Neustria, anche se non gradito ai nobili e allo stesso suo figlio 
Infatti sembra che questa volta a colpire non siano stati soli i nobili ma il figlio stesso.

Nello stesso anno muore pure il suo maggiordomo VULFOALDO. In Austrasia viene nominato un nuovo maggiordomo, PIPINO di HERISTAL, nipote di Pipino di Landen, il capostipite dei maggiordomi quando iniziarono a salire sul trono i giovani "re fannulloni".
Ma come abbiamo letto lo scorso anno, nella disputa è sceso di nuovo in campo nella Neustria l'altro maggiordomo, l'ambiguo EBROINO. Pipino per eliminarlo il prossimo anno tenterà di invadere la Neustria, ma viene sconfitto dal suo collega a Laon. Una vittoria che Ebroino però non riesce a godersela; rientrato a palazzo, viene pugnalato da un funzionario che aveva espropriato.
I nobili della Neustria nominano maggiordomo VARATO, che invece di continuare la guerra contro Pipino, preferisce stipulare una pace con l'Austrasia. 
A schierarsi contro sarà suo figlio Gislemaro, che nel 684, messosi a capo dell'esercito continua lui la guerra contro Pipino, che perde e resta ucciso.  Il padre Varato torna alle sue funzioni, sempre con intenzioni pacifiche. Ma due anni dopo, nel 686, muore; gli subentra BERTACIDO, uomo debole ma che fa riaprire le ostilità fra Neustria e Austrasia.
L'anno dopo (687) Pipino è costretto a marciare contro Bertacido. La battaglia si svolge nella foresta di Carbonaria, a Tetry l'avversario è sconfitto, Pipino resta unico arbitro della situazione e unico maggiordomo del regno. Nominalmente re "fannullone" è Teodorico III, ma
Pipino sta già pensando di dare un futuro a suo figlio, che ha accanto a sè, che ora ha 9 anni, ma che presto ne sentiremo parlare: è CARLO MARTELLO padre di PIPINO IL BREVE, e a sua volta padre di CARLOMANNO e di CARLO MAGNO.

IN CINA - Nel regno dei vecchi turchi che era stati assorbiti dai cinesi che li avevano prima cacciati dal proprio territorio e poi si erano impossessati delle loro terre, il Turkistan. Quest'anno sulla fascia nord occidentale scoppia una ribellione che li porta a riconquistare -con alterne battaglie che si concluderanno fra tre anni- una parte del territorio e la propria indipendenza, che però non durerà molto anche se etnicamente fondendosi un'altra volta con i cinesi che riconquisteranno la zona, sarà sempre contraddistinta con la denominazione che indica la caratteristica di questo popolo.

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