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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICi
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 690 d.C.

(Vedi QUI i periodi dei
"RIASSUNTI DELLA STORIA D'ITALIA")

*** LONGOBARDI: IL DUCA DI TRENTO SI RIBELLA
*** ARACHI CONQUISTA MILANO
*** TORNA A REGNARE CUNIBERTO



*** ITALIA - Il duca di Trento ALACHI  che avevamo lasciato nel 688 a Trento nei suoi sogni di grandezza, ritorna sulla scena quest'anno più ambizioso che mai.
 Quando era stato sconfitto nell'attacco all'Alto Adige, giustificando la sua fallita azione di possedere  un territorio infame, non certamente pari all'Alto Adige del Conte Bavarese, oltre che il perdono gli era gli era stato concesso il ducato di Brescia. Il merito era tutto di CUNIBERTO, che sollecitò la generosità del padre Bertarido.

 Bertarido era poi morto, e il figlio Cubiberto era diventato il nuovo re dei longobardi.

ALACHI  non ripagò questa generosità, e fu così ingrato che una volta diventato lo stesso Cuniberto re dei longobardi quest'anno, proprio da Brescia, gli si rivolta contro. 
Milano è vicina, Pavia pure, quindi non resistendo alla sfrenata vanagloria, decide di muovere contro il re in persona con l'ambizione di scalzarlo dal trono e farsi lui incoronare.

Si è anche organizzato bene, e nel suo primo attacco a Milano ha pure fortuna, visto che il re longobardo preso alla sprovvista è costretto a fuggire e a rifugiarsi su un'isola del lago di Como. Arachi sale sul trono e assume quell'autorità regale che gli viene riconosciuta dalla maggior parte dell'Italia settentrionale. L' errore che commette però è che essendo lui ariano, non solo non è tollerante ma i cristiani li perseguita.

Milano era già diventata una città cristiana, e se non lo era proprio del tutto era tuttavia tollerante e piuttosto agnostica. La capitale lombarda era una città commerciale, di affari, non poteva schierarsi nettamente con una o l'altra religione; anche perché i sovrani cambiavano spesso, e non sempre erano della stessa corrente religiosa. Quindi lo abbiamo già detto dove nelle città esistevano attività economiche di ogni genere era meglio barcamenarsi con gli uni e con gli altri.

Da Teodolinda in poi non erano tutti i milanesi diventati proprio pii , ma nemmeno c'era più  gente dello stampo di Alachi, nato cresciuto e vissuto in mezzo ai monti con la sua originaria fede barbara, che era ancora quella degli avi goto-germanici.
  
Anche con i costumi e le leggi, a Milano e dintorni erano operante una convivenza civile molto diversa, mentre dalle parti da dove veniva Alachi si era ancora a quelle leggi e tradizioni che le tribù si erano portate dietro dall'Elba. 
 Alachi era rimasto un contadino, analfabeta, un capo tribù che governava con le sue leggi tribali quelle misere valli trentine dove nel complesso forse  vivevano poco più di 15.000 individui, dediti alla pastorizia, senza una casa in muratura; vivevano in vere e proprie capanne. 
Solo Trento e Rovereto erano i due centri più importanti, perchè si trovavano sulla grande direttrice dei traffici, che Alachi non favoriva di certo con una oculata economia locale. Non concepiva i benefici che gli scambi potevano procurare. Si limitava a esigere tasse sui passaggi da Verona a Bolzano o viceversa. Non approfittando del opportunità dei transiti, non rendeva possibile un inserimento della sua popolazione nel commercio di merci, che passavano solo, e quindi veniva perfino a mancare l'economia indotta. Insomma era un paese arretrato, a economia silvo-pastorale, e che non era tutto di religione ariana perchè una buona parte, soprattutto nelle valli era pagana nel suo vero termine (da pagos, cioè religione di villaggio); molto diffusi gli arcaici riti magici propiziatori, o demoniaci in alcune valli e che continueranno ad esserci, soprattutto nella Val di Non, in Val di Sole, in Val Tesino dove si narra ancora oggi che c'erano i covi delle STREGHE.

Ancora nel 1527 un vescovo salì a Castel Tesino (In Valsugana), ed era la prima volta che un prete arrivava fin lassù dal tempo dei romani. Con raccapriccio scoprì che si celebravano ancora i baccanali romani, la festa del Sole, e si facevano sacrifici. Scomunicò il paese, fece abbattere un'antica torre romana e ci costruì sopra una chiesa. (ricordiamo che a Castel Tesino passava la famosa Via C. Augusta che collegava Aquileia -attraverso l'Alto Adige- Augusta in Germania. Via che forse esisteva già duemila anni prima, come Via del Sale. Nel 1500 tornò ad aver fortuna, quando in questa valle si scoprì per le "armi da foco"  la migliore pietra focaia. In un annuario del XVI secolo leggiamo "li ommini del posto son diventati tutti esperti della pietra del foco e viaggian tutti li stati d'Europa per vender loro li propri servigi, che nessun altro ha eguali al mondo".

Non dimentichiamo che anche dopo, e per tutto il medio e alto medioevo quando si instaurò il governo della Chiesa, zelanti ecclesiastici calcarono fin troppo la mano per evangelizzare le popolazioni e per estirpare le superstizioni, i riti diabolici, le streghe e i satana.
Famosi furono i numerosi processi alle streghe a Trento durante il XV, il XVI, e il XVII secolo, con  grandi falò per arderci sopra maghe e streghe, davanti il Castello del Buon Consiglio. 
Ancora oggi in certe valli esistono a beneficio dei turisti, musei delle arti della stregoneria, dove ci sono incredibili oggetti e attrezzi per le arti e i riti propiziatori dei cultori delle streghe, delle maghe, e dei diavoli.

Questo era il paese, il ducato di Alachi quando lo lasciò per andare a Milano. Quindi possiamo subito immaginare, che tipo di cultura  portò con sé nella capitale economica lombarda, una città già allora cosmopolita, libera, dedita ai commerci, a lavorare, a produrre, avvedutamente lasciata dai longobardi alla libera iniziativa che portava benessere e sviluppo su tutta la regione (che prese poi persino il loro nome).

Alachi fu subito emarginato, di conseguenza si rese ostile a tutte le categorie sociali e politiche, soprattutto quelle del clero che iniziò a perseguitare e a maltrattare senza riguardo nel vederlo organizzate e a gestire molti affari istituzionali, economici e dell'amministrazione del regno, che i longobardi avevano a loro delegato riconoscendone la perizia a esercitarle queste capacità. Non poteva quindi durare, ed infatti coalizzate tutte le forze, i lombardi (ormai si chiamavano così ) scatenarono la loro guerra a quel bovaro di usurpatore. Sull' Adda si combattè la battaglia decisiva, a Coronate; sconfitto lui, gran parte dei suoi seguaci fatti prigionieri furono legati e buttati ad affogare nelle acque di quel fiume che avevano osato oltrepassare, giungendovi dal ducato di Brescia.

La battaglia non fu solo una delle tante, ma aveva chiamato a raccolta finalmente sotto una unica bandiera tutti gli abitanti della Lombardia, e quella bandiera era quella della Chiesa che ebbe buon gioco nel dimostrare come erano gli antichi longobardi, rozzi, senza fede e senza cultura.
 
Fu quindi nello stesso tempo la vittoria del Regno sul Ducato (alla sua prima prova del fuoco dopo la "rivoluzione" introdotta nel 680 ), e fu anche la vittoria dello scisma dei "Tre Capitoli". 
Infatti era la vittoria dei cattolici romani, che convocarono subito dopo un Concilio a Pavia sostenuto dal re longobardo Cuniberto, riconoscente di poter ritornare sul suo trono.
 
Gli scismatici dovettero dopo tali eventi prendere atto del nuovo corso degli eventi e riconobbero il quinto e il settimo concilio ecumenico; dopo questo l'Italia longobarda divenne completamente cattolica. Anche se continuarono, nel secolo successivo i contrasti tra il regno longobardo, che aspirava alla conquista del Lazio, e il papato, che invece iniziava  a costruire una propria dominazione politica attorno a Roma. Spesso anche servendosi in alternanza dei propri nemici, per non dare ad entrambi la capacità di emergere e di dominare.

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