SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
GIAMBATTISTA DE CURTIS

Celebre autore di canzoni napoletane

Nato a Napoli il 20 luglio del 1860, Giambattista De Curtis si accostò alla musica giovanissimo per puro caso, frequentando la casa del musicista Vincenzo Valente; scrisse per diletto alcune canzoni, ma si dedicò prevalentemente all’attività di pittore e decoratore, seguendo le orme del padre Giuseppe.

La sua fama di poeta arrivò inaspettata nel 1891, quando fu convocato a Sorrento per decorare le sale dell’Albergo Tramontano, di proprietà del Sindaco, commendator Guglielmo Tramontano. Avendo appreso che tutti i primogeniti della famiglia Tramontano si chiamavano Guglielmo, in omaggio a Guglielmo Pepe, di cui il capostipite era amico e ammiratore, De Curtis volle comporre una poesia, guadagnandosi la stima e l’amicizia del suo datore di lavoro. Fu quindi ospite dell’Hotel Tramontano per sei mesi all’anno fino al 1910, decorò le sale dell’albergo e fu istitutore di figli e nipoti del proprietario.

Gli anni di permanenza a Sorrento gli ispirarono alcune delle sue più belle canzoni, spesso nate da circostanze occasionali. Nel 1892, ad esempio, incontrò nella hall una bella contadina di nome Carmela e ispirato dalla sua avvenenza le chiese che mestiere facesse; lei rispose candidamente: ‘Io? Io dormo!’. Nacquero così i celeberrimi versi ‘Duorme Carmè, ‘O cchiù bello d’ ‘a vita è durmì’, della canzone intitolata appunto ‘Carmela’.

Alcuni anni dopo all’Hotel Tramontano soggiornò il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Zanardelli, a cui il Sindaco della città chiese più volte un concreto interessamento affinché la cittadina fosse dotata di un ufficio postale di prima classe; di fronte alle continue insistenze del primo cittadino-albergatore, Zanardelli si spazientì e lo liquidò in malo modo. Alla discussione assistette De Curtis, che stava lavorando in alcune sale, e propose a Tramontano di dedicare al primo ministro una bella canzone: così nacque ‘Torna a Surriento’, scritta da Giambattista De Curtis e musicata dal fratello Ernesto in pochissimo tempo.

Zanardelli fu salutato al momento della partenza da una orchestra che intonava le note della nuova melodia, che raggiunse in tempi brevissimi un successo clamoroso. E Sorrento dopo poco ebbe il suo ufficio postale.
Con l’aiuto del fratello Ernesto, Giambattista De Curtis scrisse ancora altre bellissime canzoni, tra cui ‘A primma vota’, ‘Amalia’, ‘’A surrentina’ e ‘Lucia Lucì’, pubblicate per case editrici musicali come Bideri e Poliphone.

Si dedicò inoltre al teatro, per cui scrisse nel 1908 l’atto unico ‘Pentita’, rappresentato al San Ferdinando, e continuò la sua attività di pittore, scultore ed illustratore, realizzando tra l’altro le copertine di canzoni per canto e piano della Santojanni e molti fascicoli della festa di Piedigrotta.
Dopo essere stato un donnaiolo impenitente sposò Carolina Scognamiglio, con la quale fu fidanzato per vent’anni e da cui non ebbe figli.
La sua casa del Vomero, ove visse dal 1916, fu per molto tempo ritrovo di artisti e musicisti e qui continuò a scrivere e a lavorare. Era in continuo contatto epistolare con il fratello Ernesto, al quale inviava in America i testi delle canzoni affinché fossero da lui musicati. Nell’ultima lettera Ernesto scriveva: ‘Caro Giambattista, ti accludo la musica per la canzone che mi spedisti lo scorso mese, spero che ti piaccia’, ma De Curtis era morto qualche giorno prima, il 6 gennaio 1926 colpito da una paralisi progressiva.


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