SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
MICHELE LANDOLFI

Illustre medico ricercatore

MICHELE LANDOLFI, nato ad Airola, in provincia di Benevento, nel 1878, compì i suoi studi a Napoli, allievo di Castellino, Bianchi e Cardarelli, e si laureò in medicina nel 1902.
Per anni fu professore di Semeiotica medica all’Università di Napoli e fu autore di innumerevoli pubblicazioni, relative ad importanti sue scoperte scientifiche. Studiò a lungo la tubercolosi polmonare ed inventò, per la diagnosi di questa malattia, un innovativo strumento, il fonacoscopio, da lui brevettato e poi commercializzato dalla Carlo Erba di Milano. Da non sottovalutare sono anche le ricerche scientifiche del Landolfi sull’insufficienza aortica, sul respro ondulante e sul pneumotorace, nonché sul calcolo delle probabilità applicato alla prognosi.

Presidente dell’Istituto Achille De Giovanni, Michele Landolfi fu anche tra i fondatori nonché primo presidente dell’AVIS di Napoli; curiosamente, il suo cognome piuttosto comune, spesso lo portò ad essere confuso con il celebre oculista Landolt o con il dr. Lanfranchi, a cui furono di conseguenza anche attribuite sue importanti scoperte scientifiche, poi da lui stesso rivendicate in varie occasioni.

Oltre che per le grandi ed indiscusse capacità professionali Michele Landolfi era noto in città anche per il suo aspetto non proprio apollineo, specialmente quando la vecchiaia ne aveva accentuato irrimediabilmente i difetti fisici. Si racconta a proposito che un giorno l’illustre medico fu chiamato dal famoso poeta Libero Bovio che, una volta terminata la visita e ricevuta la cura, si sentì dire dal medico: ‘seguite bene tutte le cure che vi ho prescritto ed in breve tempo starete bene….come me’. Dopo aver ascoltato queste parole pronunciate dal Landolfi, che era molto alto, cifotico, pallido, con gli occhi slavati ed anche leggermente strabici, Libero Bovio non esitò a rispondergli: ‘Professò…voglio murì’.

Nonostante questo episodio egli fu uno dei più grandi amici di Libero Bovio, così come di Salvatore Di Giacomo, Eduardo Nicolardi, Ernesto Murolo, Enrico De Nicola e Luigi Maria Foschini. Fu inoltre tra i più intimi colleghi del prof. Giuseppe Moscati, il medico santo di Napoli.
Pur essendo di origini sannite il Landolfi amò Napoli profondamente, e fu anche animato da sentimenti patriottici molto forti; in uno dei volumi da lui pubblicati si legge infatti la seguente dedica: Ad Airola, mia dolce terra natìa. A Napoli cui tutto devo. All’Italia cui tutto vorrei dare.

Insignito di alte onorificenze, tra cui quella di Cavaliere Mauriziano e di Commendatore, il prof. Landolfi fu anche apprezzato collaboratore delle più note riviste medico-scientifiche dell’epoca. Si spense nella sua casa di via Egiziaca a Pizzofalcone il 7 marzo del 1959.

Estratto in sintesi dal volume: Andrea Jelardi, Giuseppe Moscati e la scuola medica beneventana, Realtà Sannita, Benevento, 2004.


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