L’INGHILTERRA, LA MADRE DI TUTTE LE DEMOCRAZIE 

 

DAL
 1945 a

TONY
 BLAIR
 

LUCA MOLINARI


La storia dell’isola britannica è sempre stata alquanto peculiare rispetto alle vicende nazionali di tutti gli altri stati del vecchio continente.

Ciò è stato evidente anche nel Secondo Dopoguerra quando l’Inghilterra è stata costretta ad affrontare la crisi della sua rilevanza internazionale vedendo sgretolarsi il suo secolare ed ottocentesco impero.

In politica estera è stato proprio questo il principale problema affrontato dal Regno Unito che, invece, in politica interna ha visto una ideale alternanza di governo tra moderati e progressisti che hanno fatto ritenere tale modello politico un tipo ideale da sperimentare anche nel continente europeo benché i presupposti storici, sociali ed economici fossero molto diversi.

Peculiare è anche stato il rapporto con la comunità europea e con le sue istituzioni: inizialmente vi furono posizioni assolutamente antieuropeistiche che, con il trascorrere dei decenni sono andati sempre più mitigandosi benché continui ad esistere una tendenza euroscettica che ha fatto si che l’Inghilterra, pur rispettando tutti i parametri di Maasthricht, sia rimasta volontariamente fuori dal gruppo di testa dell’EURO.

FASI DELL’ALTERNANZA DI GOVERNO NEL PERIODO 1945-1997:

– 1945-1951: i laburisti di Clement Attlee vincono le elezioni battendo, a sorpresa, il vincitore della Seconda Guerra Mondiale, Wiston Churchill, ed attuano una politica di rigore per favorire la ricostruzione post-bellica e la realizzazione di un forte stato sociale;

– 1951-1964: i conservatori tornano al potere (Churchill, Eden, Macmillan e Douglas-Home) ed attuano politiche liberiste, pur non smantellando lo stato sociale voluto dai laburisti. In questi anni, durante il gabinetto Eden, si avrà l’ultimo sussulto colonialista e nazionalista dell’Union Jack, la spedizione anglo-francese a Suez contro Nasser il cui fallimento porrà fine alla carriera politica dell’ex Ministro degli Esteri;

– 1964-1979: tranne che nel quadriennio 1970-1974 (gabinetto Heath) i laburisti sono al governo, prima con Harold Wilson, poi con Callaghan ed attuano una politica di rigore che, coniugata con la politica dei redditi, permise un rilancio, un miglioramento ed un rafforzamento dello stato sociale;

– 1979-1997: con Margaret Thatcher e John Major i conservatori attuano una politica di liberismo selvaggio che non solo ha quasi completamente smantellato lo stato sociale, ma con le privatizzazioni selvagge, soprattutto nel settore minerario, ha duramente lesionato il tessuto sociale ed economico del Paese;

– 1997: il nuovo Partito Laburista di Tony Blair ha vinto le elezioni con un programma che vuole coniugare giustizia sociale e mercato con una maggiore attenzione alle tematiche ed alle istituzioni europee. 


  dai comunicati stampa (Ndr.)

4 MAGGIO 1979  - Svolta in Inghilterra. Uno spostamento dell'opinione pubblica europea verso posizioni liberalconservatrici. Con il 44% dei voti i conservatori ottengono la maggioranza assoluta con la loro leader MARGARET THATCHER (dal 1975 era a capo del partito che ebbe tra i suoi capi Churchill). E' la prima donna a insediarsi al famoso n.10 di Downing Street. Cinquantaquattrenne, laureata in legge, consulente fiscale alla City, sposata madre di tre figli.

22 NOVEMBRE 1990 - Oggi, la  premier inglese Margaret Thatcher si è dimessa. 
Con il soprannome di "dama di ferro", convincendo gli inglesi che avrebbe risanato l'economia  disastrata, ha vinto tre elezioni. Ha governato per 11 anni con fermezza. Privatizzato le industrie pubbliche, chiuso le miniere passive, incentivato la libera iniziativa, ridimensionata l'assistenza pubblica, varato riforme fiscali con un liberalismo esasperato,  con tanto decisionismo e una forte opposizione al Welfare State. Famosa anche la sua risolutezza con l'Argentina nella guerra delle Falkland.
Subito diventata un personaggio di prestigio internazionale, alla fine degli anni Ottanta con l'aumento dell'inflazione, della disoccupazione e l'introduzione del balzello (iniquo e regressivo) della poll tax, che ha  provocato dimostrazioni e scontri nel 1990, gli stessi compagni di partito, hanno poi messo in discussione la sua leadership soprattutto a causa della politica di chiusura verso l'Europa. 
Fiutato il  complotto, non ha aspettato il verdetto e ha colto tutti in contropiede, dando le dimissioni con una frase ad effetto "Mi arrendo, ma non mi pento".
Il "Thatcherismo" ha influenzato molto l'Europa (Reagan la lodava e molti europei hanno finito per scimmiottare le sue riforme). Se ha segnato l'inizio o la fine di un'epoca, sarà la storia a giudicare".

27 NOVEMBRE 1990 - Il nuovo leader dei conservatori, è stato nominato oggi primo ministro del Regno Unito. E' JOHN MAJOR di 47 anni (il più giovane del secolo) ex ministro delle Finanze .

21 LUGLIO  1994 - Un'altra svolta in Inghilterra; "anti-thcheriana ma non troppo". L'inquilino del n.10 di  Downing Street  è Tony Blair, il nuovo leader del Partito laburista.

9 FEBBRAIO 1998 - SUPER ULIVO PLANETARIO? - arriva la proposta dal premier britannico BLAIR. "Creare un' Internazionale del centrosinistra che comprende partiti come quello democratico americano di Clinton. Un Ulivo europeo".

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5 MAG 2005- ELEZIONI, TERZO MANDATO PER TONY BLAIR. Si svolgono le elezioni per il rinnovo della Camera dei Comuni, 646 seggi (529 per l'Inghilterra, 59 per la Scozia, 40 per il Galles e 13 per l'Irlanda del Nord. Votanti 61,3% (+2,1). Secondo i risultati non definitivi (manca un seggio nel collegio di Staffordshire South dove il voto è stato rinviato di un mese per la morte di uno dei candidati), i Laburisti conquistano 356 seggi (-47) 35,2%, i Conservatori 197 seggi (+33) 32,3%, i Liberaldemocratici 62 (+11) 22%, i Democratic Unionist 9 (+4) 0,9%, i Nazionalisti scozzesi 6 (+2) 1,5%, lo Sinn Fein 5 (+1) 0,6%, il Plaid Cymru (gallesi) 3 (-1) 0,6%, l' Sdlp (Ulster) 3 e 0,5%, l' Ulster Unionist 1 (-5) 0,5%, Respect 1 (+1) 0,2%, Indipendenti 2 (+1) 0,1%. Il primo ministro Tony Blair viene confermato per un terzo mandato e raggiunge il primato della conservatrice Margaret Thatcher.


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