Il cammino di Santa Barbara, in Sardegna, è uno dei percorsi più spettacolari del mondo e molto più economico di quello di Santiago.
Quando si parla di grandi cammini, la mente corre subito al celebre Cammino di Santiago, meta iconica per pellegrini e viaggiatori da ogni parte del mondo.
Eppure, questa volta, a sorprendere tutti è stato un percorso italiano: il Cammino minerario di Santa Barbara, in Sardegna, che ha conquistato il Global Choice Award di Komoot, la piattaforma outdoor più grande al mondo con oltre 50 milioni di utenti.
Il cammino di Santa Barbara in Sardegna tra storia e panorami mozzafiato
In gara per il Global Choice Award c’erano itinerari di altissimo livello, dal Trans Canada Trail al Sauerland-Höhenflug in Germania, fino alla GT 20 Bike in Corsica e ai percorsi panoramici di Tourspain. Ma a spuntarla è stato proprio questo cammino sardo, riconosciuto dalla community come un’esperienza autentica, intensa e profondamente identitaria. Un risultato che conferma un trend già segnalato da Lonely Planet, che ha inserito la Sardegna tra le mete da visitare nel 2026 non solo per le sue spiagge da cartolina, ma anche per tesori meno noti: tra questi, proprio il Cammino di Santa Barbara.
Il percorso affonda le sue radici nella storia industriale dell’isola. Risale infatti all’epoca della Rivoluzione Industriale, quando la Sardegna contribuiva in modo decisivo al fabbisogno metallifero nazionale. Il cammino collegava le miniere e serviva ai minatori per raggiungere i luoghi di lavoro, oltre che a facilitare il trasporto dei materiali tramite treni e mulattiere. Camminare oggi lungo questo itinerario significa attraversare un pezzo di storia italiana: un Paese che stava costruendo la propria economia, un territorio che viveva un’epopea fatta di fatica, ingegno e trasformazione. Ancora oggi, solo il 25% del percorso si sviluppa su strade asfaltate o urbane. Il resto è un intreccio di sentieri, stradine di campagna e sterrate che restituiscono l’anima più autentica del territorio.
Il Cammino di Santa Barbara è un grande anello di oltre 500 chilometri che attraversa il sud-ovest della Sardegna. La sua forza sta nella varietà dei paesaggi, che cambiano continuamente e raccontano l’isola in tutte le sue sfumature. Lungo il percorso si incontrano:
- villaggi minerari sospesi nel tempo
- borghi disabitati e campagne silenziose
- foreste, grotte e dune modellate dal vento
- antiche ferrovie in disuso
- villaggi sul mare e porti storici
Questa diversità crea un racconto potente, capace di restituire la vera identità della Sardegna: non solo quella mineraria, ma anche quella culturale, religiosa, ambientale e antropologica.

Il volto nascosto, e bellissimo, della Sardegna con il cammino di Santa Barbara – Cronologia.leonardo.it
Il cammino è suddiviso in 30 tappe, percorribili a piedi, in bici o a cavallo. Ogni tratto è segnalato da cartelli metallici o adesivi con il logo del cammino e la caratteristica freccia gialla. L’organizzazione è pensata per accogliere i viaggiatori: in ogni tappa ci sono punti di ristoro e strutture dove alloggiare.
Si parte da Iglesias, città simbolo della storia mineraria sarda. La prima tappa, lunga 20,9 km, conduce a Nebida, dove inizia la seconda. Da qui si prosegue verso luoghi iconici come Masua, Piscinas, Monti Mannu, Case Marganai, Nuxis, le grotte di Zuddas, Sant’Antioco, Carbonia, Nuraxi Figus e molti altri. La tappa più lunga è la numero 21, che raggiunge i 24,6 km (28 km con deviazione al nuraghe Murecci). L’ultima tappa, la trentesima, chiude l’anello riportando i camminatori da Bacu Abis a Iglesias in 14,7 km.
Il successo al Global Choice Award non è casuale: il Cammino di Santa Barbara offre un’esperienza che unisce natura, storia e spiritualità in modo unico. È un viaggio lento, profondo, che permette di entrare in contatto con la Sardegna più vera, lontana dai circuiti turistici tradizionali. Un cammino che lascia senza fiato non solo per la bellezza dei paesaggi, ma per la forza del racconto che custodisce. Se Santiago è un mito, Santa Barbara è una scoperta che sorprende e rimane nel cuore.








