Il ddl merito introduce importanti novità nel sistema delle promozioni per i funzionari pubblici statali, prevedendo che la progressione di carriera verso ruoli dirigenziali possa avvenire senza l’obbligo del concorso pubblico. La riforma, attualmente in fase di discussione parlamentare, si fonda su un principio cardine: “conterà il saper fare”, ovvero la valorizzazione delle competenze effettive e dell’esperienza maturata nell’amministrazione.
Il disegno di legge punta a superare l’attuale sistema basato quasi esclusivamente su procedure concorsuali, ritenute spesso troppo rigide e poco attinenti alla reale capacità gestionale dei funzionari. In particolare, il testo propone che i funzionari statali possano essere promossi a dirigenti attraverso criteri valutativi che privilegiano i risultati concreti e il contributo professionale, riconoscendo così il valore dell’esperienza accumulata sul campo.
Questa riforma rappresenta un cambio di paradigma rispetto al passato, volto a valorizzare le competenze tecniche e manageriali piuttosto che la semplice idoneità formale. Di fatto, si intende favorire una Pubblica Amministrazione più efficiente e dinamica, capace di premiare chi dimostra capacità di leadership e attitudine al problem solving.
Implicazioni per i funzionari e il sistema concorsuale
Il ddl merito non elimina del tutto i concorsi, che continueranno a essere utilizzati per l’accesso iniziale e per alcune selezioni specifiche, ma ne riduce il peso nella progressione interna. La novità più rilevante è che le promozioni a ruoli dirigenziali potranno avvenire anche senza il superamento di una prova concorsuale, purché il candidato abbia dimostrato competenze e risultati comprovati.
Il sistema di valutazione previsto prevede commissioni specializzate che analizzeranno i percorsi di carriera, i progetti realizzati e le capacità organizzative dimostrate. Ciò consentirà di premiare il merito reale, riducendo i tempi e le lungaggini burocratiche che spesso frenano l’avanzamento di carriera.
Le associazioni di categoria e diversi esperti di amministrazione pubblica hanno accolto con favore la proposta, sottolineando che una maggiore flessibilità nelle promozioni potrà favorire la motivazione del personale e la qualità del servizio pubblico. Tuttavia, alcune voci critiche chiedono garanzie su trasparenza e imparzialità delle procedure di valutazione, per evitare rischi di favoritismi o discrezionalità eccessive.
In ogni caso, il ddl merito segna un passo significativo verso una Pubblica Amministrazione moderna e orientata ai risultati, con l’obiettivo di costruire una classe dirigente più preparata e in grado di affrontare le sfide di un contesto sempre più complesso e competitivo.








