Invenzioni e Scoperte

Allarme in Italia, 8 città stanno sprofondando e nessuno ne parla: ecco i dati satellitari che spaventano

Subsidenza città
Il fenomeno della subsidenza - (cronologia.leonardo.it)

Studi satellitari rivelano un abbassamento preoccupante del suolo in molte metropoli. Ecco quelle che rischiano

Il fenomeno della subsidenza urbana continua a rappresentare una minaccia crescente per molte metropoli nel mondo, con ripercussioni significative sulla sicurezza delle infrastrutture e la qualità della vita di milioni di abitanti. Recenti studi satellitari hanno evidenziato che quasi la metà delle principali città cinesi, tra cui la stessa Shanghai, sta gradualmente sprofondando. Anche l’Italia non è esente da questo rischio, con diverse aree urbane che mostrano segni preoccupanti di abbassamento del suolo.

Secondo le ultime ricerche, il 45% del territorio urbano cinese si sta abbassando a una velocità superiore a 3 millimetri all’anno, con il 16% che sprofonda addirittura oltre i 10 millimetri annui. Lo studio, condotto su ottantadue città con oltre 2 milioni di abitanti ciascuna, ha utilizzato tecnologie radar satellitari per monitorare il fenomeno in modo dettagliato.

Shanghai, una delle città più popolose e economicamente rilevanti della Cina, ha subito un abbassamento del terreno di circa 3 metri negli ultimi cento anni e continua a vedere un progressivo sprofondamento. La metropoli, con una popolazione stimata di circa 25 milioni di abitanti nel 2023, è situata nella pianura alluvionale del delta del Fiume Azzurro e presenta un’altitudine media di soli 4 metri sul livello del mare, caratteristiche che la rendono particolarmente vulnerabile alla subsidenza e alle conseguenti inondazioni.

Subsidenza urbana in Italia: territori e città più vulnerabili

La subsidenza è un fenomeno complesso, determinato da cause sia naturali sia antropiche. Oltre all’estrazione di acqua, petrolio e gas, anche il peso degli edifici e la natura geologica del sottosuolo contribuiscono al progressivo abbassamento del terreno. Anche in Italia la subsidenza urbana rappresenta un pericolo reale, aggravato da pratiche agricole non sostenibili, uso incontrollato delle risorse idriche e urbanizzazione non regolamentata. Diverse aree del Paese mostrano segni evidenti di abbassamento del suolo, con conseguenze che spaziano da danni agli edifici a rischi di alluvioni.

Tra le zone più colpite figurano la Pianura padano-veneta, le aree costiere della Pianura pontina, la valle dell’Arno e la valle dell’Aniene nei pressi di Roma. Casi emblematici sono quelli di Venezia, Ravenna e alcune località della Toscana.

Nel territorio di Grosseto, all’inizio degli anni 2000, la subsidenza ha causato il cedimento di argini fluviali, aumentando il rischio di alluvioni e richiedendo costose opere di bonifica. Nel delta del Po sono stati attuati interventi di ingegneria idraulica per contrastare l’abbassamento del suolo.

Grosseto, subsidenza

Il caso di Grosseto di inizi anni 2000 – (cronologia.leonardo.it)

Venezia è da tempo simbolo della lotta contro il fenomeno dell’acqua alta, un evento che si verifica quando la marea si innalza oltre determinati livelli, sommando l’effetto di subsidenza e innalzamento del mare. L’abbassamento del terreno nella città lagunare è attribuibile a estrazioni di acqua sotterranea, gas naturale e al peso degli edifici storici costruiti sulla fragile laguna. Per tutelare la città, dal 2003 è in corso il progetto MOSE, un sistema di barriere mobili che si sollevano per bloccare l’ingresso delle acque alte eccezionali.

A Roma, diverse zone urbane hanno registrato cedimenti del terreno legati all’estrazione di acque sotterranee e alla conformazione geologica locale. Anche nella Pianura Padana, dove si pratica l’estrazione di petrolio, sono stati documentati fenomeni di subsidenza, soprattutto in Emilia-Romagna, con città come Modena e Reggio Emilia tra le più colpite.

Altre aree italiane a rischio includono Napoli, dove l’estrazione di acqua per scopi industriali e domestici ha contribuito allo sprofondamento, e Milano, dove la diminuzione del livello delle falde acquifere e le attività estrattive nel sottosuolo hanno prodotto cedimenti del terreno. Anche in Calabria, l’attività estrattiva di materiali inerti dalle cave ha causato danni a infrastrutture e ambiente.

Change privacy settings
×