È stato finalmente risolto uno dei casi più oscuri della cronaca pugliese, quello dell’omicidio di Francesco Gigliola, avvenuto oltre due decenni fa. Dopo 24 anni, le indagini hanno portato all’arresto del presunto responsabile, un epilogo che riaccende i riflettori su un delitto rimasto a lungo irrisolto.
Il 2002 fu l’anno in cui Bari fu scossa da un delitto che per lungo tempo è rimasto avvolto nel mistero. Francesco Gigliola, vittima di un’aggressione brutale, fu colpito mortalmente in una serie di spari che lasciarono la città senza risposte. Le ricostruzioni parlano di una trappola architettata con precisione, seguita da una fuga precipitosa del killer. Le indagini iniziali soffrirono di una mancanza di prove decisive, che ha permesso al presunto autore di rimanere latitante per anni.
Le indagini e la svolta dopo 24 anni
Nel corso di questi 24 anni, le forze dell’ordine non hanno mai abbandonato la pista investigativa, utilizzando strumenti di indagine sempre più sofisticati. L’analisi delle testimonianze, l’esame delle prove raccolte e le nuove tecnologie di identificazione forense hanno permesso di stringere il cerchio attorno a un sospettato. L’arresto è avvenuto recentemente, a seguito di un’operazione coordinata dalle autorità locali, che ha portato al fermo del presunto killer. Le fonti ufficiali hanno confermato che l’indagato si sarebbe reso responsabile della morte di Gigliola, dando finalmente un volto a un caso che per troppo tempo era rimasto senza giustizia.
Secondo la ricostruzione definitiva, il delitto è stato pianificato in modo meticoloso. La vittima è stata attirata in una trappola, dove è stato colpito da una serie di colpi di arma da fuoco. La fuga del colpevole è stata repentina, ma non abbastanza da sfuggire alle indagini. Le testimonianze raccolte sul luogo e la successiva analisi delle tracce balistiche hanno contribuito a ricostruire ogni passaggio, delineando così una scena del crimine che si era persa nei dettagli per anni.
La risoluzione del caso di Francesco Gigliola rappresenta un importante passo avanti per la giustizia in Puglia e sottolinea l’importanza della perseveranza investigativa anche a distanza di molti anni dal fatto criminoso.








