Invenzioni e Scoperte

Altro che Pompei, in questa Regione sta riemergendo una città sommersa da 10.000 anni: ecco dove si trova

L’ingegnere André Chaisson, noto per i suoi studi sulle mappe batimetriche del Mediterraneo, ha individuato una struttura subacquea
La scoperta e l’ipotesi di Telepylos (cronologia.leonardo.it)

Al largo della Sicilia, a circa 40 chilometri da Portopalo di Capo Passero, riaffiora il mistero di una possibile città sommersa.

L’ingegnere André Chaisson, noto per i suoi studi sulle mappe batimetriche del Mediterraneo, ha individuato una struttura subacquea con le caratteristiche di una vasta area urbana, lunga oltre 17 chilometri e larga circa 4, situata a circa 250 metri di profondità. La scoperta, resa pubblica nel 2024 durante le ricerche sulla leggendaria Atlantide, ha subito attirato l’attenzione degli studiosi e degli appassionati di archeologia subacquea, ma ha anche sollevato dubbi e perplessità tra gli esperti.

L’analisi batimetrica condotta da Chaisson mostra una struttura regolare, dotata di un canale lungo 50 chilometri e largo circa 500 metri, con una forma che ricorda quella di un porto. Le dimensioni, se convertite in stadi – l’antica unità di misura greca pari a circa 176 metri – risultano essere 100 x 25 stadi, un parametro che suggerisce una pianificazione urbana sofisticata. Per Chaisson, questa struttura potrebbe corrispondere alla città mitica di Telepylos, descritta nell’Odissea come la dimora dei Lestrigoni, una popolazione di giganti antropofagi che distrusse la flotta di Ulisse.

Secondo l’ingegnere, Telepylos si trovava originariamente su un territorio costiero emerso durante l’ultima glaciazione, tra 110.000 e 11.700 anni fa, quando il livello del mare era più basso a causa delle grandi quantità di acqua intrappolate nei ghiacciai. Con la fine di questo periodo, l’innalzamento progressivo del Mediterraneo avrebbe sommerso la città intorno al 8600 a.C., rendendola invisibile ai nostri occhi fino ad oggi.

Questioni scientifiche e critiche all’ipotesi

Nonostante l’evidente fascino della scoperta, la comunità scientifica esprime forti riserve. Gli studi geologici e paleoambientali indicano che l’innalzamento massimo del livello del mare dopo l’ultima glaciazione non ha mai superato i 130 metri, molto meno dei 250 metri di profondità a cui si trova la presunta Telepylos. Per questo motivo, la teoria che una città così antica possa essere sommersa a tale profondità appare difficilmente sostenibile.

Chaisson suggerisce che i dati raccolti finora nel Mediterraneo siano insufficienti e ipotizza l’esistenza, durante il periodo glaciale, di un ponte terrestre tra Spagna e Marocco che avrebbe isolato il bacino mediterraneo dall’Atlantico, facendo scendere ulteriormente il livello marino. Tuttavia, studi geologici consolidati dimostrano che il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico sono rimasti collegati durante l’ultima glaciazione, e che la loro separazione risale a milioni di anni fa, ben prima di ogni civiltà umana.

Inoltre, è importante considerare che 10.000 anni fa il Mediterraneo ospitava comunità mesolitiche di cacciatori-raccoglitori, ma non esistevano ancora civiltà in grado di costruire strutture urbane così complesse e di vaste dimensioni. Le testimonianze archeologiche rinvenute finora indicano insediamenti molto più modesti e sparsi.

Un ulteriore punto critico riguarda la metodica con cui Chaisson interpreta le dimensioni della struttura sommersa, basandosi sul concetto dell’unità

Le ragioni dietro l’interpretazione della struttura e le misure in stadi (cronologia.leonardo.it)

Un ulteriore punto critico riguarda la metodica con cui Chaisson interpreta le dimensioni della struttura sommersa, basandosi sul concetto dell’unità di misura greca chiamata “stadio”. Esistono diverse versioni di questa misura – da circa 157 a oltre 200 metri – legate a differenti aree geografiche e periodi storici. Chaisson utilizza quella denominata “stadio olimpico” pari a circa 176 metri, ma non offre spiegazioni esaustive sulle ragioni di questa scelta rispetto ad altre versioni, come il “stadio dorico” che era diffuso in Sicilia e Grecia.

Inoltre, la selezione dei punti di riferimento per le misurazioni sembra arbitraria, con un rischio di cadere nella cosiddetta fallacia del tiratore scelto: si individuano solo i dati che confermano l’ipotesi senza considerare quelli discordanti. Questo solleva dubbi sulla validità delle conclusioni in assenza di dati concreti provenienti da rilevamenti subacquei diretti.

La suggestione di una civiltà sommersa nel Mediterraneo

Nonostante le critiche, la possibilità che il Mediterraneo possa nascondere tracce di antiche civiltà sommerse continua a esercitare un grande fascino, alimentato da scoperte straordinarie come quelle di Göbekli Tepe in Turchia o delle rovine sommerse nel Golfo di Cambay in India. Tuttavia, come sottolineano gli esperti, è fondamentale mantenere un approccio rigoroso e basato su evidenze archeologiche verificate prima di accettare ipotesi così rivoluzionarie.

Il Mediterraneo, con la sua storia millenaria e la complessità geologica, resta un territorio ricco di misteri da esplorare. Ma per ora, la città di Telepylos sommersa al largo della Sicilia rimane una suggestiva ipotesi da confermare attraverso ricerche e immersioni scientifiche approfondite.

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